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domenica 20 dicembre 2015

Jolly Roger vol.1 (La terra di nessuno) - Gabriele Dolzadelli



JOLLY ROGER
LA TERRA DI NESSUNO



Titolo: La Terra di nessuno
Autore: Gabriele Dolzadelli
Serie: Jolly Roger
Editore: youcanprint
Prezzo: 16,00
Prezzo E-book: 0.99
Pagine: 352
Anno: 2014


TRAMA
1670.
In un clima di scontri per la colonizzazione del nuovo mondo e per la supremazia commerciale, un giovane irlandese di nome Sidvester O'Neill parte per il Mar dei Caraibi con destinazione l'isola di Puerto Dorado. Lo scopo è quello di ritrovare il fratello Alexander, partito anni prima, per riportarlo a casa. Ma il viaggio avrà risvolti inaspettati. Nelle oscurità della giungla della piccola isola vi è nascosto un segreto a cui le principali potenze europee (Francia, Inghilterra ed Olanda) ambiscono. Intrighi, inganni e complotti farciscono le giornate di Puerto Dorado, in una lotta al potere fra i più astuti capitani presenti sull'isola. Il tutto sotto l'occhio vigile di una nave pirata ancorata all'orizzonte, di fronte a quella piccola terra di tutti e di nessuno.

OPINIONE PERSONLA (no-spoiler)

La prima cosa che voglio dire è un grazie all’autore che mi ha gentilmente contattato è mi ha fatto scoprire questa serie storico-fantastica. Storica per l’ambientazione, fantastica perché ovviamente utilizza personaggi fittizi durante la narrazione.
Personalmente mi è nato un sorriso la scritta a pagina 5 dove sottolinea la questione dei personaggi inesistenti, ma visto che ho finito di giocare ad Assassin’s Creed ho avuto un flashback potente.
Ok la smetto di parlare dei fatti miei e incominciamo a parlare del libro.
Prima ancora della storia ci vengono presentate un cinque pagine con i nomi dei personaggi e le parentele, una mappa molto carina e altro.
Sono stata piacevolmente colpita da questo soprattutto perché ho la memoria di un paguro stupido e perciò la cosa aiuta molto anche perché i personaggi sono un bel po’ e avere una specie di glossario non fa mai male.
Per gli amanti delle citazioni posso dire che questo libro ne’ ha qualcuna davvero carina, ma non troppe evitando di cadere nel baratro del richiamo nostalgico che mi fa solo arrabbiare.
Ho molto apprezzato lo stile narrativo adottato dall’autore perché crea una buona immersione nella vita dei pirati e riesce ad essere coinvolgente nei momenti più intimi dove si va ad approfondire l’animo di Sid (lo chiamo così perché il nome sarà originale, ma l’ho storpiato un paio di volte di troppo durante la lettura).
Una storia con momenti avventurosi, ben dosati con attimi di calma e di riflessione. Sid non si può considerare certo l’uomo più fortunato del mondo, ma alla fine i protagonisti un po’ sfigatelli ci piacciano.
Per quanto ci sia un  buon intreccio di vari archi narrativi, infatti abbiamo molti personaggi che si passano la palla della narrazione sono lieta di dirvi che Sid è rimasto costantemente il mio preferito anche se si possono percepire dei momenti di calo.
Una cosa molto buona di questo romanzo è la capacità di far muovere coerentemente all’epoca le azioni e i pensieri dei personaggi, aiutandoci nell’immersione totale. Dei momenti dove avrei preferito uno svolgimento diverso ci sono stati, ma è più per una mia preferenza personale perché alla fine la trama riesce a reggersi benissimo anche senza particolari stravolgimenti.
Mi sono trovato in mano un romanzo ben strutturato e interessante, anche se sconsiglio la lettura a chi non ama l’epoca o l’ambiente dei pirati.
È un ottimo romanzo di esordio che fa presagire un buon futuro e sono rimasta piacevolmente colpita dalla mancanza di errori di battitura, sintassi, impostazione della pagina che sono facili da riscontrare nei primi lavori.
L’ultima parola la spendo per la copertina che mi è subito piaciuta molto e non è una cosa da sottovalutare a livello di marketing perciò: Ottima scelta!






domenica 19 luglio 2015

I guerrieri di Laochre - Michelle Willingham - McEgan Brothers N*0.5-1-2



AD OTTOBRE USCIRÀ LA RACCOLTA DEGLI ALTRI TRE LIBRI DELLA SERIE

I GUERRIERI DI LAOCHRE



Titolo: I guerrieri di Laochre
Autore: Michelle Willingham
Serie: MacEgan Brothers
Editore: Harlequin Mondadori
Prezzo: 10,90
Prezzo E-book: 9,99
Pagine: 674
Anno: 2015


TRAMA
Irlanda/Inghilterra, 1102/1171
Nel tentativo di salvare la vita del fratello Egan, Kieran si consegna ai predoni che hanno razziato il suo villaggio, ma lo scambio non riesce e il bambino muore sotto i suoi occhi. Così, deciso a punire se stesso per aver fallito nel momento più importante della sua vita e sicuro che ormai in famiglia lo detestino, accetta di diventare schiavo di un uomo potente. Ma la sua indole di guerriero non tarda a manifestarsi e finisce per attirare l'attenzione di Iseult, la promessa sposa del padrone, la cui bellezza è pari quasi alla tristezza che le tormenta l'anima. A poco a poco, la passione irrefrenabile che li spinge l'uno nelle braccia dell'altro si trasforma in un sentimento più profondo, destinato a sconvolgere la vita di entrambi e a segnare la nascita di un nuovo clan: si chiameranno MacEgan, in onore del bambino tragicamente scomparso, e regneranno su una porzione di terra dal suggestivo nome di Laochre, che significa drappello di guerrieri. Questa è la loro storia, e quella dei loro discendenti...

OPINIONE PERSONALE (spoiler)

Io adoro questa idea della Harmony di riprendere delle serie concluse e farci degli speciali raggruppando a tre a tre la saga.
Se la Scozia vi ha un po’ annoiato come ambientazione, ma gli uomini mezzi nudi, aitanti e con un cuore d’oro no. Allora questa è la serie per voi.
Partiamo dal dire che non tutti i libri sono della stessa fattura. Il secondo infatti è il meno bello dei tre e anche il meno convincente poiché ha una protagonista che riscrive il concetto testardaggine, aumentandolo in senso negativo.
Andiamo per gradi e parliamo del primo capitolo.
“Lo schiavo irlandese” deve essere letto come un prologo alla serie principale cioè quella dei fratelli MacEgan, che sono cinque e tutti figaccioni, infatti parla di Egan e Iseult i progenitori della dinastia. Egan era il figlio di un lord irlandese che dopo l’assalto dei barbari al suo clan e la dipartita del fratello minore decide di allontanarsi sentendosi indegno e si vende come schiavo. Iseult invece è sì promessa sposa al padrone di Egan, ma in realtà è una donna a cui è stato rapito il figlio e non si arrende mai.
La loro storia d’amore nasce contro qualsiasi aspettativa perché alla fine la loro storia è uguale. Tutti e due non sono riusciti a salvare qualcuno che per loro era importante ed era sotto la loro protezione e questa tristezza che caratterizza lo sguardo di tutti e due i protagonisti e li fa avvicinare perché vedono una parte di loro.
Ho trovato tutta la storia convincente e il comportamento di Egan, anche se scostante, dolce e attento a Iseult quando scopre qual’è il suo passato. Allo stesso modo Iseult non mostrando il suo dispiacere per la storia di Egan diventa la promotrice e la roccia per cui Egan ritorna a casa.
Tutta la storia non si sviluppa sui colpi di scena, né su concetti nuovi è tutto molto classico, ma lascia leggendola la sensazione di felicità. Ci si appassiona ai due protagonisti e si è davvero felici di vederli vincere su tutte le disavventure e i problemi che hanno affrontato.
La classica storia d’amore, ma che non stanca.
Il secondo libro, invece, ha quel meccanismo che mi fa odiare a volte gli Harmony, cioè creare personaggi che non potrebbero mai stare insieme per carattere e farli stare insieme per il lieto fine.
Isabel è una sassone e Patrick il capo di un clan irlandese. Qualche mese prima della storia i sassoni hanno invaso l’Irlanda attaccando, saccheggiando e probabilmente violentando il popolo sotto Patrick. Lui per concludere la guerra sposa Isabel.
La cosa che mi fa arrabbiare è che Isabel pensa che con l’amore e le buone intenzioni si possa superare l’inimicizia fra i sassoni e gli irlandesi.
Leggendo tutta la storia si capisce che Patrick prova un desiderio sessuale per lui, ma non so spiegarvi come due entità così diverse stare insieme.
Se la prima storia faceva credere e sperare nella loro unione, qui non può esistere.
Isabel non si comporta come una donna intelligente, ma come una bambina che oltre a credere nelle favole ci vive dentro.
Ho odiato tantissimo questo personaggio perché non mi riesco a comprenderla o giustificare il suo comportamento. Davvero un libro deludente.
Non voglio sprecare altre parole per questo deludente e irritante libro.
Il terzo fa ritorno alla bellezza del primo romanzo perché se anche qui si trova un rapporto fra una sassone e un irlandese è ben caratterizzato il motivo per quale i due dovrebbero stare insieme e noi tifiamo per questa unione.
Fa la sua comparsa anche un bell’antagonista che è l’ex fidanzato di Genevieve. Lui aveva un rapporto violento con la donna e voleva assoggettarla al suo volere, tanto che Genevieve fa fatica ad accettare contatti con Bevan.
Bevan che dal canto suo ha una storia drammatica alle spalle, infatti, ha perso sia la bambina che la moglie in un invasione sassone, cosa che gli fa odiare tutta razza.
La  storia si dipana fra continui tira e molla, sentimenti che nascono ma che vengono più volte violentemente repressi.
Viene trattato molto bene sia la sofferenza di lui, data da sfuriate e urla ma sempre controllate, e la vulnerabilità di lei, restia al contatto e all’abbandono fisico.
Questa storia presenta poi un bel colpo di scena, che mi ha davvero fatto rimanere a bocca aperta.
Il contesto storico è ben trattato, come i personaggi che si adattano bene alla loro epoca. Continuo a considerare che la violenza sulle donne era molto più comune e accettata nel passato, ma fa bene leggere di uomini, che adattati alla loro epoca, si oppongono alla pratica.
Un ottima raccolta di cui comprerò il seguito.





martedì 9 giugno 2015

Outlander versus Outlander



OUTLANDER vs OUTLANDER

 






CONTRO













 La mia voglia di paragonare il libro con il telefilm è nata quando ho notato la pregevolezza del telefilm e il fatto che i cambiamenti non sono numerosissimi, ma alcuni, anche solo su dettagli, cambiano il sentimento che quella scena fa nascere.
Aver visto il telefilm spoilera quasi tutto il libro, tranne alcune scene con personaggi secondari o discorsi un po’ più approfonditi, perciò io consiglio il libro, ma non è necessario comprarlo.
La cosa che ho più apprezzato dell’opera cartacea è stato il finale.
Nel libro il viaggio verso la Francia avviene subito dopo la fuga dalla prigione e il libro si conclude con la dichiarazione di Claire della sua gravidanza e la ripresa fisica di Jamie.
Questo fatto rende il libro perfettamente autoconclusivo sottolineando il fatto che la Galbadon non sapesse che avrebbe scritto tutti i seguiti della saga. Cosa che apprezzo molto perché ormai siamo abituati troppo a serie che sono interrotte per un motivo o per un altro e l’assicurazione che la fine di un volume sia una fine e non ci faccia sentire la mancanza di un seguito rassicura.
È un discorso più generale, ovvio, ma ci tenevo a farlo.
La serie è anche essa autoconclusiva, ma si vede il fatto che in cantiere ci sia già una seconda serie.
Per questo fatto apprezzo maggiormente il libro.
Il libro vince anche perché che avendo molto più tempo per raccontarsi può perdersi in particolari, particolari che non aggiungono molto alla trama principale, ma ci sono e creano un’atmosfera più immersiva e credibile.
Parlando di personaggi cambiati Laoghaire ha una parte più importante nella serie che nel libro, infatti nell’ultimo non testimonia al processo facendocela diventare molto meno odiosa. Oltre  a questo anche Claire sembra meno sveglia, infatti, è Geillis ha dirle come ha ucciso il marito. Meno Claire super detective, più persona normale.
Non sono cambiamenti significativi, ma è piacevoli notarli quando si è speso dei soldi per procurarsi il libro.
Un altro cambio marginale è rappresentato quando Claire si avvicina nel 1945 alla vetrina di un negozio e guarda un vaso. Nel libro lo compra, nella serie no. Ho apprezzato la scelta degli sceneggiatori perché guardando la cosa in prospettiva si percepisce un allontanamento dalla sua vita nel “presente” già dall’inizio della storia.
Un fatto che nel libro mi ha fatto davvero arrabbiare è la reazione di Jamie nel libro. Dopo essere stato liberato dalla prigione e aver subito tutte le sevizie di Randall lui scherza. Si avete capito bene, lui scherza. La cosa mi ha dato fastidio soprattutto perché dopo alcuni capitoli cade in depressione come abbiamo visto nel libro, perciò non si capisce bene l’ironia espressa poco prima.
Oltre a questo, tutte le scene di violenza fisica sono più belle nel telefilm.
Per opinione personale la violenza fisica raccontata dai libri è meno efficace che quella vista sullo schermo. Il nostro cervello può edulcorare le immagini lette, mentre non può ignorare o cambiare ciò che vediamo che assimiliamo passivamente e di conseguenza percepiamo.
Da non dimenticare la questione Frank – Jack. Frank e Jack Randall sono uguali fisicamente, ma non moralmente. Se nella nostra immaginazione possiamo anche involontariamente cambiare un po’ i tratti dei due personaggi così da non farli assomigliare poi troppo; mentre il telefilm ci costringono ad accettare la somiglianza, usando lo stesso attore.
Non da sottovalutare le grandi interpretazioni dei vari attori, soprattutto Tobias e Sam.
In conclusione cosa ho apprezzato maggiormente?
Il telefilm!
Per la prima volta la trasposizione mi ha incantato più dell’opera originale. Il telefilm è fatto bene, i personaggi sono fantastici, i paesaggi non hanno nulla da invidiare alle descrizioni dei libri e soprattutto le differenze con i libri sono pensate.
Non sto consigliando di non comprare il libro, ma che avendoli sotto mano tutti e due c’è una preferenza per uno.
Spero che la mia comparazione vi sia piaciuta. 

THE WINNER IS: