sabato 18 maggio 2013

Recensione: Roma 40 d.C. Destino d'amore - Adele Vieri Castellano



ROMA 40 D.C. DESTINO D’AMORE

Titolo: Roma 40 d.C. Destino d’amore
Serie: Caput Mundi
Autore: Adele Vieri Castellano
Editore: Leggereditore
Prezzo: 7.00
Prezzo E-book:3.00
Pagine: 386
Anno: 2012


TRAMA
40 d.C., Città di Roma, Gaio Giulio Cesare Germanico, Caligola, Imperatore. Marco Quinto Rufo è l’uomo più potente di Roma, secondo solo all’imperatore, Livia Urgulanilla ha un passato da dimenticare. Lui è un uomo temperato dalla foresta germanica, bello e forte che non conosce paura né limiti. Lei è un’aristocratica raffinata e altezzosa il cui destino è già scritto. Ma il dio del Fato decide altrimenti e quando Rufo la porta via con sé non immagina lontantanamente le conseguenze del suo gesto. Roma non è la Provincia dove tutto, incluso rapire una donna, è concesso. E anche se Caligola in persona decide di concedeglierla, possederne il cuore sarà la più ardua e temeraria delle imprese. E Livia saprà donare il cuore a un uomo spietato che non esita davanti a nulla, se non a quello che sente per lei? Il primo romanzo di una trilogia che ci porterà in uno dei periodi storici più affascinanti del nostro passato; una storia che vi catturerà fin dalle prime pagine e alla fine ne rimarrete conquistati.
***
Quando scrivo sono Adele Vieri Castellano, il nome della mia bisnonna, ligure doc e cugina di un ufficiale che combatté a fianco di Garibaldi, in Sud America e per l’Unità d’Italia. Lo spirito combattivo e la testardaggine probabilmente li ho ereditati da loro. Sono nata a metà degli anni sessanta, ho vissuto per cinque anni in Francia, ho girato mezzo mondo ma gli unici punti saldi della mia vita sono sempre stati lettura e scrittura. A nove anni, il mio primo racconto di fantascienza, a dodici in edicola compravo Topolino ed Urania, la storica pubblicazione di letteratura fantascientifica di Mondadori. Appassionata di storia antica, di due periodi storici in particolare, l’antica Roma e l’Egitto, oggi vivo a Milano, lavoro e traduco per case editrici italiane.

La trilogia Caput Mundi è composta da:
1.      40 d.C. Destino d’amore
2.      42 d.C. Cuore nemico
3.      Libro inedito
4.      Libro inedito (prequel) presto in libreria

P.S. La biografia è stata presa dal Blog personale della scrittrice: Adele Vieri Castellano Blog. A chi interessa scoprire interessanti news, leggere interviste o altro è il blog perfetto da visitare.

OPINIONE PERSONALE (spoiler)

Il libro mi aveva attirato subito in libreria, ma devo dire di averlo acquistato solo quattro giorni fa. Il fatto che stia facendo adesso la recensione può già farvi capire cosa penso di questo romanzo. E’ bellissimo. Io sono una fanatica di storia è la mia materia preferita e devo dire che poter leggere un libro che unisce una conoscenza storica ampissima e una storia fantastica è stato stupendo.
La storia è ambientata nel periodo dell’impero di Caligola; sì quello che ha fatto senatore il suo cavallo, ma a sua discolpa devo dire che era descritto come un cavallo molto bello.
Scherzi a parte, Caligola era pazzo e sadico e questa sua propensione alla violenza immotivata e all’amore per la paura altrui è descritta meravigliosamente in questo libro.
Caligola però bisogna ricordare che era impazzito perché si era auto avvelenato bevendo l’acqua che veniva dagli acquedotti ricoperti di piombo. Non è un materiale molto salutare, sapete.
La cosa che ho apprezzato maggiormente nel libro sono le descrizioni. Sono dettagliatissime e fanno entrare il lettore nell’ambiente della Roma imperiale. Devo dire che però delle volte le ho trovate un po’ pesanti, ma non per come erano scritti, ma perché volevo vedere come si sarebbe sviluppata la storia e non mi interessava molto come era strutturala la casa di Baia.
Un’altra cosa che ho molto apprezzato è il fatto di descrivere gli antichi romani come erano davvero, cioè, sanguinari, vendicativi, lussuriosi, superbi e politici insidiosi. In questo libro nessuno si può fidare di nessuno, o almeno di nessun altro romano. Questo è sottolineato dal fatto che il nostro protagonista Rufo, sì è ora di parlare di Rufo, come compagni d’armi e amici ha i batavi cioè barbari; anche Caligola si fida solo dei batavi e di Rufo che alla fine è un romano cresciuto nella foresta germanica, per questo più germanico che romano.
Rufo, chiamato Marco solo dagli amici più intimi, è partito da Roma all’età di 15 anni ed è tornato solo ora dalla foresta germanica. Lì né ha viste di tutti i colori e questo fatto è sottolineato dalla innumerevoli cicatrici che ha sul corpo. E’ un guerriero, forte, bello: un dominatore. Non si sente molto a suo agio nella tana delle vipere che è Roma, ma riesce a superare le sue difficoltà e ad diventare l’essere più temuto. Temuto dagli uomini e venerato dalle donne; cosa che gli causerà abbastanza problemi con una ninfomane come Messalina.
Ecco una cosa che non ho particolarmente apprezzato sono le figure femminili. Quasi tutte o sono delle fedifraghe, cattive, immorali o sono incredibilmente distaccate dalla realtà.
Al secondo gruppo appartiene Livia, la donna di Rufo. Adesso vi porgo una domanda, se un bellissimo uomo muscoloso e abbronzato vi acchiappasse e scappasse via con voi, vi ribellereste?
Sì, ma certo, ma dopo un po’ capireste che avete fatto jackpot e non lo lascereste più andare.
Livia, no. Livia si è invaghita del biondino che doveva sposare e non accetta nulla da Rufo, anche se all’inizio è comprensibile perché il loro primo approccio non è certamente dolce, dopo diventa ridicolo. Come fa a preferire il biondino che ti ha portato ad assistere ad un sacrificio inusuale, rispetto a un uomo con un così grande spessore?
Non cerco una risposta razionale, non serve.
Lasciando stare questo fatto devo dire che Livia in molti passaggi mi è sembrato un personaggio molto bello. Una donna che è riuscita a crescere e crearsi una vita dopo un avvenimento così brutto come quello scritto nel prologo ha tutta la mia approvazione.
Livia è una donna forte, determinata, gentile con gli altri. Devo dire che il rapporto con gli schiavi che hanno i protagonisti mi ha positivamente colpito.
Anche gli amici di Rufo non sono niente male. Aquilato, protagonista del secondo libro, non ha nulla da invidiare a Rufo ne per mole, né per carattere. In questo libro si nota come i barbari, tanto barbari poi non fossero, forse erano più disumani i romani.
Il fatto di aver creato due storie, barra tre, parallele ha reso il libro molto più scorrevole accattivante e soprattutto ha catturato l’interesse. Voler sapere come va a finire per più di una coppia intensifica la lettura.
L’unica cosa che mi ha fatto stranire e quando il nostro Rufo afferma di aver violentato una donna. Non capisco il motivo per cui il nostro personaggio così integerrimo debba avere sulle spalle un tale atto, ma forse serve per creare personaggi che siano realistici. Non so.
Le scene di sesso non sono mai descritte in modo troppo esplicito, il tutto è si narrato, ma senza una maniacale cura per i dettagli come altri libri. Il tutto è lasciato un po’ alla nostra immaginazione e narrato con un linguaggio adeguato, ma non volgare.

SCENA PREFERITA

“Roma è hai miei piedi. E’ giusto ed è sacro. Io solo sono sopravvissuto a tutti, io sono l’Eletto dagli dei che non dimenticherà mai ciò che deve ai suoi Padri. Gli altri, senatori vili e untuosi, patrizi impazienti e bramosi di prostrarsi al mio scranno, sono tutti in credito con me. Roma intera mi deve qualcosa.”

Ho scelto questa frase perché è quella che meglio rappresenta la visione dell’epoca.

VOTO




 

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